Il periodo negativo che sta vivendo la Roma addolora molto i tifosi. E questo dolore è tanto grande quanto le illusioni che abitavano le menti e i cuori giallorossi alla fine del girone di andata.
Dopo esattamente 19 partite di campionato, la squadra di Fonseca si trovava al quarto posto, in piena zona Champions, distante solo 6 lunghezze dal Milan capolista. Con 37 punti totalizzati fin lì e un buon livello di gioco, la squadra sembrava destinata a lottare fino alla fine per un posto nell’Europa che conta, un risultato che sarebbe certamente valso come enorme successo e come possibilità di grandi investimenti per l’anno seguente.
Invece ora, a maggio, la Roma deve lottare per restare in Europa, potendo solo raggiungere la neonata Conference League; non proprio quello che speravano i tifosi. In questi mesi qualcosa si è rotto e ha coinvolto tutto il club Roma: squadra, allenatore, staff, società. L’episodio chiave è sicuramente il litigio che ha coinvolto Edin Dzeko e Paulo Fonseca, che ha comportato una sconfitta per l’attaccante bosniaco in primis e poi per tutta la rosa. Dzeko è il capitano, ma non solo. È il finalizzatore del gioco e l’uomo internazionale e di alto profilo che apporta alla squadra una mentalità vincente, da grande club.
Illusioni europee
Sul fronte europeo quantomeno ha ottenuto grandi successi, riuscendo a battere lo Shakhtar Donetsk, reduce dalla Champions, e l’Ajax, illudendo, anche qui, i cuori romani di poter sollevare un trofeo europeo, ovvero l’Europa League. Per quanto la missione di battere il Manchester United sembrasse impossibile, la squadra ad un certo punto sembrava avesse abbassato le energie in campionato per concentrarsi sulla semifinale europea per vincere e raggiungere la competizione più importante attraverso quella via. Da metà marzo, infatti, la Roma ha vinto soltanto due partite in Italia, ma il progetto è fallito. In terra inglese ha subito un’umiliazione tremenda, perdendo addirittura 6 a 2. Il primo tempo aveva mostrato una squadra compatta e sicura di sé, in grado anche di rimontare il Manchester e passare in vantaggio, seppure avesse giocato tutti e tre gli slot per le sostituzioni.
Quello che è mancato nel secondo tempo è stato l’atteggiamento, nonché la consapevolezza di dover cambiare tattica. Il gol in contropiede dopo 3 minuti dal rientro doveva essere un segnale chiaro per il mister, chiamato a difendere un prezioso pareggio in trasferta.
Futuro prossimo e lontano della Roma: Champions League
Ora mancano poche partite al termine della stagione, che si può già definire deludente. I giocatori hanno perso carattere e grinta, e l’assenza dei tifosi giallorossi, notoriamente calorosi, non aiuta affatto. L’Europa, seppur non quella importante, è a rischio, così come le sorti della squadra e di molti giocatori. La famiglia Friedkin dovrà mettere mano alla rosa, cercando di mantenere lo scheletro e facendo acquisti mirati. Come detto sopra la Roma è stata capace di abitare le zone alte della classifica, ma solo per metà campionato. Per la Roma la Champions League è un obiettivo realistico. Serviranno quindi giocatori e un allenatore in grado di portare una mentalità più duratura e di dare un’identità precisa alla squadra; un’idea di gioco duri anche nelle difficoltà e nei periodi di buio.









