Come vi abbiamo già detto negli ultimi articoli, è arrivato il mercato di Edin Dzeko. Il bosniaco, ormai, da tre anni, vive tutte le stati un calciomercato tutto suo, composto da dichiarazioni (sue, della società, dell’agente…), smentite, voci di corridoio e offerte semi-vere. Ogni volta la stessa storia: Dzeko rimane alla Roma o parte? La risposta a questa domanda ha visto spesso il nome di grandi club italiana ed europei, ma alla fine la soluzione era la medesima: Roma.

Così, anche quest’anno, siamo giunti al fatidico periodo di cessioni ed acquisti. Dzeko, nel frattempo, ha aggiunto qualche anno sulle spalle. Bisogna dire che il suo impegno per la maglia giallorossa è sempre stato impeccabile. La testa non vagheggiava l’approdo in altri club, ma era sempre concentrata sul campo. Il suo futuro sarà deciso, oltre che da lui stesso, da José Mourinho, il quale certamente apprezzerebbe un talento come il bosniaco, capace di garantire gioco, esperienza e gol. In più Edin è un uomo spogliatoio, che sa farsi rispettare e sa legare un gruppo di giocatori in un unico essere.

Sorge però un dubbio legittimo. Ha senso pagare 7 milioni di euro un giocatore che potrà disputare 25-30 partite stagionali a massimo livello? Perché se è vero quanto detto prima sulle sue qualità, è anche vero che non potrà giocare sempre e al meglio. Ecco allora che lo staff di mercato, insieme a Mourinho ovviamente, potrebbe pensare ad un innesto più giovane e prestazionale. Nel caso è difficile che Edin rimanga come riserva (magari di coppa), vista la sua voglia di giocare e l’ingaggio oneroso.

Se dovesse rimanere, occorrerà studiare insieme (giocatore e allenatore-società) un piano d’azione. Quanti e quali match giocare. Come costruire la manovra affinché Edin possa stare di più in area di rigore e segnare. Che cifre di stipendio stabilire per un eventuale rinnovo.

Da parte del giocatore sicuramente è forte l’attrazione di Mourinho. La fama del portoghese parla chiaro: si vince creando un gruppo forte e unito. Edin vuole far parte del gruppo, ma soprattutto vincere con la maglia della Roma. Dzeko, dal canto suo, ha già avuto modo di pronunciare parole di elogio per il tecnico portoghese. “Abbiamo preso il migliore”, questa la sua dichiarazione di qualche giorno fa. Sa che nelle sue gambe ci sono quei 15-20 gol utili a portare la Roma nelle prime posizioni e l’alternanza con Mayoral (che ha fatto un’ottima prima stagione in Italia) gli permetterà di riposare ed essere più lucido.

Mettere in fila i pro e i contro sul trattenere o meno Dzeko diventerebbe un lavoro estenuante. Così come provare a capire cosa sta pensando l’attaccante bosniaco. Anche perché deve ancora verificarsi il faccia-a-faccia con il nuovo mister. Inoltre, bisogna considerare le eventuali offerte dall’estero. Da quali club arrivano, a cosa possono ambire e cosa possono offrirgli come stimoli e denaro. Insomma, tante parole ma poche certezze.

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