Roma – Crotone. Una partita semplice e scontata sulla carta. Un avversario già retrocesso in Serie B. Invece il momento difficile dei giallorossi e la lunga lista di indisponibili, undici, ha un po’ complicato il piano partita. Inoltre il Sassuolo, con il successo contro il Genoa, aveva appena scavalcato la squadra di Fonseca, guadagnandosi il momentaneo settimo posto.
All’inizio della partita, e per tutto il primo tempo, il Crotone di Cosmi è ben posizionato e riesce a creare occasioni. E’ un 3-5-2 di qualità con Messias, Cigarini e Benali, e fisicità con Simy. La Roma è impacciata e lascia prevedere una partita dura e di sofferenza. Al rientro in campo, però, il solito Borja Mayoral segna grazie all’assist di Mkhitaryan. I giallorossi, in fiducia, continuano a giocare e attaccare, chiudendo il discorso con la doppietta del capitano Lorenzo Pellegrini ( al 70′ su assist di Santon e al 73′ su assist di Mkhitaryan).
L’armeno riesce poi a trovare una gioia personale segnando al 78′. Al novantesimo segna ancora Borja Mayoral, che arriva così in doppia cifra in campionato. Lo spagnolo conferma il suo momento di forma e le sue abilità nella finalizzazione.
Paulo Fonseca ha schierato un 4-2-3-1 abbastanza obbligato, a causa dell’alto numero di indisponibili citato in precedenza. Bene Cristante e Darboe in mediana davanti alla difesa. Da sottolineare il ruolo del giovane gambiano che scendeva fra i difensori per prendere palla e giocare. La linea dei quattro, abbastanza inedita, si è comportata bene, anche se Bryan Reynolds ha mostrato un po’ di timidezza.
Il primo gol di Mayoral aveva scosso la squadra di Serse Cosmi, che dopo un paio di occasioni all’inizio della partita aveva faticato a trovare la porta romana. Le minacce per il giovane Fuzato sono riprese appunto dopo l’1-0 dei giallorossi. Lo spauracchio però è finito dopo la bellissima rete di Pellegrini. Il Crotone non riesce letteralmente più a giocare e rendersi pericoloso, colpevole anche la sentenza già scritta dalla classifica. La Roma è brava a chiuderla definitivamente, dando così spazio ai giovani Edoardo Bove e Nicola Zalewski, prima che Mayoral decreti la manita.
Non c’è dubbio che la Roma abbia dominato il match. 61% di possesso palla, con 22 tiri totali, di cui 10 in porta. Tanti corner e varie occasioni, oltre che due legni. I giallorossi ritrovano la settima posizione, che ricordiamo vale la Conference League, tornando davanti al Sassuolo per due punti. Ora mancano solo tre partite, contro l’Inter, già campione d’Italia, a Milano, poi il derby in casa, per finire contro lo Spezia. Un cammino complesso contro due squadre forti e una che forse dovrà lottare per salvarsi.
Gli emiliani invece dovranno affrontare Juventus, Parma e Lazio. Due squadre ancora in lotta per la Champions League e una già retrocessa. Sarà una bella sfida, ma la Roma esce dall’ultimo scontro consapevole di poter giocare alla pari con le altre, per raggiungere la tanto desiderata Europa. Ci sarà bisogno di recuperare qualche giocatore e di non sbagliare gli atteggiamenti durante la partita.









