La vittoria della Roma contro il Manchester United per 3-2 (partita di ritorno della semifinale di Europa League) limita la figuraccia dell’andata e aumenta il rammarico dei giallorossi. Rimane l’amaro in bocca perché, come detto a Sky nel post-partita, la squadra di Fonseca ha sbagliato “solo” il secondo tempo a Old Trafford.

All’Olimpico, infatti, la squadra ha creato varie palle gol (circa dieci) ed è riuscita a segnarne tre ( Dzeko, Cristante e Zalewski). E’ stata fermata da un ottimo De Gea e da un incredibile Cavani. Finisce qui il cammino in Europa League.

Se la prestazione è migliorata va dato il giusto merito a Paulo Fonseca. Uscendo dagli schemi abituali, ha deciso di impostare una linea difensiva a quattro, con Karsdorp, Smalling, Ibanez e Peres, in fase di non possesso. Il piano tattico era quello di dare spazio e libertà alla tecnica dei trequartisti e alla fisicità di Dzeko. Sul fronte opposto il solito 4-2-3-1 di Solskjaer, anche se con interpreti differenti.

L’inizio della partita ha mostrato una Roma dominante nel gioco e nelle occasioni create. A fine incontro se ne conteranno circa otto. Il seguito del primo tempo ha visto occasioni da rete per gli inglesi, che hanno sbloccato il risultato al 39′ minuto, di fatto assicurandosi il passaggio del turno. Da segnalare anche l’infortunio di Smalling alla mezz’ora, sostituito dal giovane Ebrima Darboe. Al rientro in campo, Solskjaer cambia gli esterni, non riuscendo però a difendersi meglio. La Roma continua a provarci, e in tre minuti ribalta addirittura lo score. Segna il solito Edin Dzeko al 57′, su assist di Pedro, e poi i giallorossi vanno in vantaggio grazie al gol di Bryan Cristante (bellissimo tiro dalla distanza), su assist di Pellegrini.

Dopo il ribaltone la Roma ha molte possibilità di allungare sugli avversari e regalarsi un finale all’arrembaggio per raggiungere la finale. Sono sempre Dzeko, Pedro e Mkhitaryan a provarci, ed è sempre De Gea a salvare il Manchester. In quel momento c’era bisogno di essere più cinici. La squadra, infatti, ha usato molte energie e si è stancata, permettendo così agli inglesi di compattarsi e gestire lo scontro. Gli avversari prima si coprono ( al 64′ entra Matic per Pogba) e poi segnano il 2-2 con Bruno Fernandes che pesca Cavani in area. Colpo di testa fin troppo semplice per un giocatore talentuoso come lui. Difesa giallorossa colpevole di aver lasciato ampi spazi nella propria area.

Nonostante il destino delle due squadre fosse già determinato, la Roma ha continuato a giocare. I cambi di Fonseca (Santon per Perese al 69′, Mayoral per Dzeko al 76′, Zalewski per Pedro al 76′) hanno rinvigorito i giallorossi. Al minuto 83′, è proprio Santon, con un numero, a superare Williams e mettere un ottimo cross sul secondo palo per il gol di Nicola Zalewski (con deviazione di Alex Telles).

Finisce così la partita. Sarà il Manchester United a giocarsi la finale di Europa League in Polonia contro il Villareal (che ha battuto l’Arsenal). Alla Roma rimangono tanti rimpianti, per il gioco espresso e per la rosa segnata da infortuni e cali di prestazione. Il calcio non è una scienza esatta, però siamo sicuri che una Roma al completo se la sarebbe giocata fino all’ultimo per passare il turno. Gli inglesi erano descritti come un team forte nei nomi ma non nel gioco. Così è. La panchina dei Red Devils può contare su giocatori che sarebbero titolari in tutte le squadre italiane ed europee.

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