Mourinho per puntare a vincere: salvare l’onore non basta

Termina 3-2 per la Roma la partita contro il Manchester United. Oggi, le radio della capitale parlano di onore salvo. Ma davvero i tifosi giallorossi si devono accontentare di così poco? A nostro giudizio, no. Ringraziando la Dea Eupalla, adesso arriva Mourinho per puntare a vincere. O almeno per essere competitivi.

Abbiamo anche sentito che ci sono rimpianti per quanto accaduto all’Old Trafford, quando è finito il primo set di questo match a metà fra tennis e football. Non scherziamo: se gli inglesi non ci avessero strapazzato all’andata, di certo non avrebbero perso all’Olimpico. Sono scesi in campo tranquillissimi, ben sapendo di poter ricevere scoppole a ripetizione senza rimanerne storditi.

Fra l’altro, è stato pure detto che la Roma, contro il Manchester United, ha creato una dozzina di palle gol. Un falso? Per carità, verissimo. Com’è vero che la difesa dei britannici sarebbe stata molto più attenta qualora avesse dovuto tutelare un risultato misero dell’andata.

Non è possibile che sulla panchina della Roma siedano mezzi figuri, dal punto di vista calcistico: Fonseca è una bravissima persona, un professionista serio, adatto a una squadra che naviga verso i tre quarti di classifica, senza passione. Questo non ci pare il target di Friedkin.

Basti guardare la storia della Roma e nominare Schaffer, Liedholm, Capello: tre enormi allenatori per vincere lo scudetto a Roma. Perché servono mister di assoluto livello nella squadra giallorossa? Perché la capitale è una piazza tremendamente difficile: tifosi caldissimi, radio e tv private che h 24 parlano di calcio. Eppoi la Città Eterna è tentacolare, ti distrae, la sua bellezza ti stordisce. In più, il Ponentino, una brezza di mare, che spira nella stagione estiva, lo si avverte eccome a Roma, con effetti nefasti spesso per la concentrazione dei calciatori.

Friedkin era a un bivio: essere Rometta per altri dieci anni, o diventare assoluta protagonista.

Se la strada è quella di costruire una squadra competitiva, il primo passo è un allenatore come si deve. La via l’ha segnata Zhang, con la sua Inter: Conte. All’inizio, il colosso Suning è stato molto criticato dai media per la scelta. Ma poi si è rivelata vincente. Un mister che darebbe l’anima per un gol. E che scatena l’inferno nel cuore dei milionari in mutande: questo ci vuole.

Tuttavia, adesso occorrono elementi adatti al gioco del tecnico portoghese. Ovviamente con limiti di spesa, ma Friedkin dovrà accontentare il più possibile il futuro mister.

Pertanto, difesa a quattro con giocatori schierati in linea alta, la palla come oggetto sacro per fare possesso costante, improvvise accelerazioni con gli esterni che tagliano dentro. A cominciare da chi imposta dietro. Segnaliamo Lafont, il portiere classe ’99 che il Nantes ha riscattato dalla Fiorentina per 7,5 milioni. In porta è fortissimo, ma soprattutto è davvero abile coi piedi: urge un estremo difensore che se la sappia cavare nell’impostazione da dietro. Molti si sono stupiti che Conte abbia insistito su Handanovic, per via di qualche errore di troppo in porta, però il numero uno nerazzurro ha impostato le azioni dalla propria area di rigore in maniera magistrale. Il calcio moderno richiede un portiere che sia adatto anche a manovrare con entrambi i piedi.

Un’ultima considerazione su chi chiede a gran voce una punta maggiormente prolifica, facendo il nome di Icardi. Ma per carità, che gli angeli giallorossi ci tengano lontano da questo signore: un palo della luce che la mette dentro a mezzo metro dalla porta vuota. I compagni del PSG lo sanno così bene che lo hanno ignorato nella semifinale di Champions. Si segua l’esempio dei vincenti, dell’Inter, che ha preso Lukaku, uomo dalle mille risorse, cacciando via l’argentino, così prolisso e pettegolo sui social.

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