Sì, la qualificazione alla Conference League c’è. Ma contro lo Spezia (che potrebbe guadagnarsi il posto da bestia nera dei giallorossi) è mancato tutto il resto. Assente la squadra, così come il gioco e le individualità. Nessun scatto d’orgoglio, di grinta o di semplice professionismo, quello che deve farti giocare al massimo anche il tuo futuro è incerto e cupo. Contro i liguri, la Roma ha disputato una pessima partita, riuscendo comunque a raggiungere il tanto citato settimo posto. Forse più per fortuna che non per merito, almeno per quanto visto ieri sera. Solo quei due punti in più nella differenza reti hanno permesso alla squadra di Fonseca di evitare la beffa finale.
La partita si mette male sin da subito, con la squadra di Italiano che, forte della salvezza già acquisita, gioca libera, e gioca bene. Attacca, crea occasioni da gol e già al sesto minuto del primo tempo trova il vantaggio grazie a Daniele Verde (sempre lui). Chi si aspettava una reazione della Roma, beh… non l’ha minimamente vista. Continua a controllare il gioco lo Spezia, che al minuto 38 trova il raddoppio con Tommaso Pobega. Nel frattempo, il Sassuolo è già passato in vantaggio con una bomba da fuori area di Kyriakopoulos, consegnando momentaneamente l’Europa agli emiliani.
Rientrati in campo dopo l’intervallo, i ragazzi di Fonseca (che saranno suoi per l’ultima volta) riescono ad accorciare le distanze con El Shaarawy. 2 a 1 al minuto 52. Quaranta minuti per trovare almeno un altro gol, sperando poi che la squadra di De Zerbi non realizzi una goleada che, vista la partita, ci poteva anche stare. Il fatidico 2 a 2 arriva solo verso la fine del match, grazie al solito Mkhitaryan. La Roma pareggia, il Sassuolo vince (solo 2 a 0), Conference League ai giallorossi.
Ci si aspettava sicuramente di più. Dopo la buona vittoria nel derby, si pensava di giocare una partita tranquilla che avrebbe portato serenamente tre punti. E invece no. Una gara che è il riassunto della stagione, quantomeno della seconda parte. Mourinho, che avrà sicuramente guardato la partita, sarà rimasto deluso. Dopo novanta minuti così, l’elenco dei cedibili sarebbe lunghissimo. Però non si valuta una rosa, ed i suoi singoli componenti, da un’unica partita. C’è rammarico tra società e tifosi, perché l’idea è che si dovrà partire da una base molto meno solida di quello che si credeva.
Una prestazione autorevole e determinata avrebbe evidenziato un certo carattere della squadra, che invece sembra mancare. Non si è vista la voglia di vincere. Gli appigli da cui partire ad agosto sono davvero pochi. José dovrà fare un gran lavoro, che dovrà necessariamente iniziare dall’anima della squadra. Quella caratteristica che la identifica e le permette di ottenere buoni risultati anche quando non gioca bene o la partita sembra stregata. Sarà importante gestire al meglio il mercato estivo. Puntare giocatori non solo di qualità ma anche di carattere ed esperienza. Un’altra mossa strategica, con alte probabilità di successo, sarà quella di affiancare allo staff del portoghese un uomo che conosca l’ambiente Roma e possa guidare i giocatori nei momenti più difficili.
Insomma, è arrivata la Conference League, ma la stagione è stata a dir poco deludente. Se l’arrivo dello Special One ha portato nuove speranze, il resoconto della stagione 2020-2021 lascia qualche dubbio sul più immediato futuro. Perché Mou sarà pure un grandissimo allenatore, ma i miracoli sono un’altra cosa.









