Mkhitaryan roma

Il finale di stagione di Henrikh Mkhitaryan è a dir poco sublime. Nelle ultime tre partite ha segnato altrettanti gol, uno in ogni gara, e due assist contro il Crotone. In generale il mese di aprile e l’inizio di maggio hanno incoronato l’armeno come uno dei migliori della Roma.

Quest’anno, in Serie A, ha giocato 32 partite, di cui 28 partendo dal primo minuto. Ha totalizzato 12 gol, conquistando il primato fra i marcatori della sua squadra, e 10 assist. I numeri da soli non bastano a determinare la prestazione stagionale di un calciatore, però questi sono importanti, in particolare per chi ha da poco compiuto 32 anni.

Dopo l’ottima prestazione nel derby vinto dai giallorossi per 2 a 0, le dichiarazioni non hanno dato certezze. Il numero 77 della Roma si è detto innamorato della città e dei tifosi, ma ha anche evidenziato l’importanza di prendere tempo e riflettere sul da farsi, visto l’età avanzata. L’attaccante ha tempo fino al 31 maggio per esercitare l’opzione di uscita prevista dal suo contratto. Arrivato nella capitale a parametro zero potrebbe lasciarla nello stesso modo. Questa pista non piace affatto al suo procuratore, il famosissimo Mino Raiola. Già nel precedente trasferimento dall’Arsenal alla Roma non ha ricevuto commissioni, quindi vorrebbe guadagnarci qualcosa.

Mkhitaryan ha parole buone per i tifosi, che potevano essere una spinta in più per lui e per la Roma. Si dice dispiaciuto di non aver potuto esultare sotto la curva con lo stadio pieno. Nel bilancio stagionale si dice un po’ deluso per il settimo posto, che comunque significa Conference League, ma convinto di poter fare di più nella stagione successiva.

Le nubi sul rinnovo si infittiscono a causa di José Mourinho. Già, in questo caso potrebbe essere un problema più che un fattore positivo. Ai tempi del Manchester United, fra il portoghese e l’armeno ci furono parole di fuoco, in primis da parte dello Special One. La vicenda si concluse con il trasferimento di Mkhitaryan a Londra. Nelle parole post-partita il giocatore ha detto che non si farà influenzare da quello che è successo in Inghilterra, ma certamente avrà un determinato peso nella sua decisione finale.

Per il futuro si parla già di Milano, sponda rossonera. La squadra di Pioli, infatti, molto probabilmente perderà Hakan Calhanoglu. Pare che l’armeno chiederà cinque milioni di euro a stagione per due anni. Sarà altrettanto decisivo l’incontro tra Mourinho e Mkitaryan, col primo che, svolgendo un vero e proprio ruolo da manager calcistico, avrà ampi poteri decisionali. Nel 4-2-3-1 di Mou troverebbe sicuramente posto fra gli 11 titolari, visto anche l’ottimo rendimento di questo finale di stagione e, più in generale, di questa annata. Bisognerà capire la volontà di entrambi. L’armeno ha dichiarato di voler aspettare il termine della stagione. Un fattore determinante potrebbe essere la Champions League. A 32 anni, la certezza di giocare nell’Europa che conta è un bel vantaggio. Al momento, però, non si sa di club interessati al giocatore, anche se non mancheranno offerte qualora dovesse rimanere libero o sul mercato.

Un altro punto cruciale sarà la disponibilità della società, ovvero della famiglia Friedkin, a investire. L’ingaggio di José Mourinho fa ben sperare. Oltre ad essere un profilo vincente e internazionale, ha uno stipendio annuale di ben 7 milioni di euro. La situazione economica della Roma sembra salda e prospera. Sul mercato, si sa, bisogna scegliere in modo accurato i giocatori: nomi funzionali più che altisonanti. Insomma, l’importante è spendere bene, più che spendere.

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