L’annuncio dell’arrivo di José Mourinho a Roma, si sa, ha scatenato la gioia dei tifosi romanisti, e non solo. L’allenatore portoghese porta con sé il chiacchiericcio europeo, oltre che la sua fama di vincente, quindi maggior attenzione mediatica per la società. Tutto molto positivo.

Per non vivere la fine del campionato immersi solamente nei sogni, è bene chiarire quali siano i punti fermi dai quali partirà Mourinho. Nello staff sono quattro i nomi certi: Joao Sacramento (vice allenatore), Carlos Levin (preparatore atletico), Giovanni Cerra (match analyst), Nuno Santos (preparatore dei portieri). Un altro nodo fondamentale sarà l’eventuale scelta del membro che colleghi squadra e società. Nelle esperienze precedenti José ha sempre avuto un uomo del club (un ex calciatore per intenderci) che faceva da tramite fra questi due poli. All’Inter aveva Beppe Baresi, a Manchester Ryan Giggs, e così via. Sarebbe il ruolo per una persona conosciuta e apprezzata a Roma.

Per quanto riguarda la rosa, invece, dovrà valutare i singoli profili dei giocatori. L’imminente europeo, che inizia l’11 giugno, rende complicato per il portoghese incontrarli sin da subito di persona. Non mancherà comunque di contattarli telefonicamente. Non è da escludere che possa chiedere un rapporto al connazionale Fonseca o a qualcuno dello staff che dovesse rimanere a Roma. Mourinho starà sicuramente osservando le ultime partite della Roma, e avrà visionato quelle già giocate questa stagione. La sua maniacalità nel lavoro lo ha portato al successo.

Il mercato, invece, presenta molti più dubbi. Quanto possono investire i Friedkin? Che giocatori vuole Mourinho? Chi parte e chi rimane? Sono tutte domande che per il momento economico attuale non hanno risposta certa. Rientreranno i prestati Florenzi e Kluivert su tutti. Il portoghese dovrebbe partire dal suo 4-2-3-1, nel quale avrebbe già 8/9 interpreti perfetti. E’ certo che bisognerà intervenire sui ruoli del portiere (Pau Lopez ha deluso) e del difensore centrale. Questo per quanto riguarda la rosa titolare. Non sono da escludere altri colpi per avere riserve all’altezza del livello della squadra. Per quello che abbiamo già constatato sopra, è difficile stilare un elenco di nomi papabili.

José Mourinho è anche un colpo mediatico. Ha già fatto balzare la Roma in borsa e riuscirà ad attirare giocatore di alto calibro. L’ingaggio è il più alto per un allenatore della Roma ( 7 milioni di euro netti a stagione), ma sono ben spesi per il portoghese. Ora deve ripagare la fiducia della società e portarla a lottare per l’alta classifica e, perché no, a vincere almeno un trofeo già dal secondo anno.

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